sabato 4 giugno 2022

Due Medal of Honor, il 3 giugno 1944, il giorno prima della liberazione di Roma


Ad un solo giorno dalla liberazione di Roma, il 15° reggimento di fanteria della Terza Divisione subì un contrattacco tedesco, preludio della successiva ritirata. Alcune compagnie rimasero intrappolate e due soldati scelsero di sacrificare la loro vita per salvare quella dei loro compagni, più giovani di loro. Per queste azioni vennero decorati con la Medal of Honor.

Non videro mai Roma, restarono lungo la strada che portava alla città Eterna.



Valmontone 3 giugno 1944



Pvt. HARVEY JOHNSON

TERZA DIVISIONE DI FANTERIA

15th RGT.

COMPANY H

MEDAL OF HONOR




Per valore e coraggio a rischio della vita al di sopra e al di là del proprio dovere. Pvt. Johnson ha deciso di sacrificare la sua vita affinché i suoi compagni potessero districarsi da un'imboscata. Sfidando il fuoco ammassato di circa 60 fucilieri, tre mitragliatrici e tre carri armati da posizioni distanti solo 25 iarde, si alzò in piedi e fece segno al suo capo pattuglia di ritirarsi. L'intera area era illuminata dai razzi nemici. Quindi, nonostante il fuoco di mitragliatrice da 20 mm, fucile mitragliatore e fucile diretto contro di lui, Pvt. Johnson avanzò oltre il nemico con una lenta andatura deliberata. Sparando dal fianco con il suo fucile automatico, riuscì a distrarre il nemico e permise ai suoi 12 compagni di fuggire. Avanzando a meno di cinque metri da una mitragliatrice, svuotando la sua arma, Pvt. Johnson ha ucciso i tedeschi della postazione. In piedi in piena vista del nemico, ha ricaricato ed ha attaccato i fucilieri a sinistra, sparando direttamente nelle loro posizioni. Ne uccise o ne ferì quattro. Una raffica di mitragliatrice lo ha colpito ed è caduto in ginocchio. Combattendo fino all'ultimo, si è tenuto stando in ginocchio ed ha inviato un'ultima raffica di fuoco contro un’altro tedesco. Fatto questo, crollò in avanti morto. Pvt. Johnson aveva volontariamente dato la vita affinché i suoi compagni potessero vivere. Questi atti da parte del Pvt. Johnson sono stati un'ispirazione per l'intero comando e sono in linea con le più alte tradizioni delle forze armate. 


 


HERBERT F CHRISTIAN

TERZA DIVISIONE DI FANTERIA

15th RGT

BATTLE PATROL, COMPANY E

MEDAL OF HONOR






Per valore e coraggio a rischio della vita al di sopra e al di là del proprio dovere. Il 2-3 giugno 1944, alle 01:00, Pvt. Christian decise di sacrificare la sua vita affinché i suoi compagni potessero districarsi da un'imboscata. Sfidando il fuoco ammassato di circa 60 fucilieri, tre mitragliatrici e tre carri armati da posizioni distanti solo 30 iarde, si alzò in piedi e fece segno alla pattuglia di ritirarsi. L'intera area era illuminata dai razzi nemici. Sebbene la sua gamba destra sia stata recisa sopra il ginocchio da colpi di cannone, Pvt. Christian avanzò sul ginocchio sinistro e sul moncone sanguinante della coscia destra, sparando con il suo fucile mitragliatore. Nonostante il dolore lancinante, Pvt. Christian ha continuato la sua missione auto-assegnata. Riuscì a distrarre il nemico e permise ai suoi 12 compagni di fuggire. Ha ucciso tre soldati nemici quasi in una volta. Lasciandosi dietro una scia di sangue, si fece strada in avanti di 20 iarde, si fermò in un punto entro 10 iarde dal nemico e, nonostante il fuoco intenso, uccise un uomo con una raffica di mitragliatore. Ricaricando la sua arma, sparò direttamente nella posizione nemica. Il nemico è apparso infuriato per il successo del suo stratagemma ed ha concentrato su di lui il fuoco di una mitragliatrice da 20 mm, una mitragliatrice e fucile, ma si rifiutò di cercare copertura. Mantenendo la sua posizione eretta, Pvt. Christian ha sparato con la sua arma fino all'ultimo. Proprio mentre svuotava il suo fucile mitragliatore, i proiettili nemici trovarono il segno e Pvt. Christian crollò in avanti morto. Il coraggio e lo spirito di sacrificio mostrato da questo soldato sono stati un'ispirazione per i suoi compagni e sono in linea con le più alte tradizioni delle forze armate.


 “…La Medal Of Honor eleva un singolo uomo dagli altri, lo sceglie e lo porta in alto. La sua azione in guerra si salda in maniera inscindibile con la sua vita privata, che ne aveva forgiato l’animo, il carattere.

In fondo erano qualità che aveva riconosciuto in tutti i soldati che aveva guidato in battaglia, ma la Medal Of Honor sembra dire “ho scelto lui”. Il soldato non sa ancora che la Medal Of Honor lo ha scelto, vive la sua vita militare, le sue paure, le sue azioni, come tutti i soldati. Ma è nel momento più critico, quando tutto sembra perso, quando la battaglia volge al peggio, quando ci sono in ballo le vite di tanti soldati o di civili, è in quel momento che la Medal of Honor grida nella coscienza dell’uomo che ha scelto “agisci!” e l’azione che ne segue si manifesta agli occhi di tutti con l’ammirazione che fa di quel soldato un eroe al quale riconoscere l’onorificenza più grande. Quando il nastro blu si posa sulle spalle del prescelto, la Medal of Honor termina la sua missione e torna a scegliere un altro eroe. …”

Brano tratto dalla bozza del libro in fase di scrittura:

Floyd Kenneth Lindstrom, a boy a soldier a Hero.

Di luigi settimi


A queste due storie è dedicato questo brano: 


Rock of the Marne..